Ieri, 27 maggio 2026, ci siamo radunati intorno alla nuova panchina che arricchisce l’arredo dell’Aula Natura della scuola Primaria “Gianni Rodari” per ricordare una persona speciale che non è più tra noi, ma che avrebbe amato moltissimo vedere tutti gli alunni presenti qui oggi.
La signora Franca avrebbe voluto studiare, andare a scuola come fate voi oggi, ma è cresciuta in un tempo e in un luogo in cui a molte bambine non era permesso fare quello che fate voi ogni mattina: aprire una cartella, ascoltare una lezione, imparare a leggere e a scrivere.
Lei non ha potuto studiare. Per lei, i libri sono rimasti un sogno chiuso in un cassetto, una porta che non le è stato permesso di aprire.
Vedete, noi a volte pensiamo che la scuola sia un obbligo, significhi impegno e sacrificio, che i compiti siano un peso… Ma se guardiamo questa panchina, vorremmo tanto trasmettervi un messaggio: studiare è libertà!
Studiare significa appunto diventare liberi. Significa poter scegliere chi diventare da grandi, poter capire il mondo e non permettere a nessuno di decidere per noi. Ogni parola che imparate, ogni operazione che svolgete, è un regalo prezioso che ricevete e che tanti bambini ancora oggi, come la madre della signora Patrizia Salvadori, avrebbero voluto e vorrebbero ricevere.
La collocazione di questa panchina qui, nel nostro giardino, non è casuale, diviene un posto dove riposare, parlare, leggere e sognare, perché leggere significa sognare, e sognare significa immaginare e progettare il futuro.
Ogni volta quindi, che vi siederete qui, pensate a quanto siete fortunati. Siete fortunati perché avete degli insegnanti che vi guidano, dei compagni con cui crescere e, soprattutto, avete il diritto a istruirvi. Un diritto che non è scontato, ma che è la base della vostra libertà.
Questa panchina è dedicata a chi non ha potuto studiare, ma oggi appartiene a voi, che siete il futuro. Usatela per sognare in grande, perché ogni vostro successo scolastico è, in qualche modo, un traguardo raggiunto anche da chi, prima di voi, quel sogno lo ha solo potuto guardare da lontano.
Concludiamo con la citazione di una ragazza molto coraggiosa, Malala Yousafzai, che per il suo diritto di andare a scuola ha rischiato tutto:
‘Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.’
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