Mercoledì scorso 25 Febbraio, le classi terze della nostra scuola durante le ore di Educazione Fisica con la Prof Marcella Ciulli e i formatori della Croce Rossa Italiana distaccamento di Volterra nell’ambito del Progetto “Lo Sport Contro il fumo” hanno provato a diventare piccoli grandi soccorritori. Il Corso di Primo Soccorso è stato molto più di una semplice lezione: è stata una sfida pratica per imparare a fare la differenza quando conta davvero.
Gli esperti hanno mostrato come gestire situazioni critiche con calma e precisione. Il momento più emozionante? Senza dubbio la pratica sui manichini. I ragazzi hanno imparato la tecnica della rianimazione cardiopolmonare (RCP) e come utilizzare il DAE (defibrillatore semiautomatico), strumenti fondamentali che aumentano enormemente le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.


Non sono mancate le risate (e un po’ di fatica!) durante le prove delle manovre di disostruzione delle vie aeree, fondamentali per intervenire se qualcuno sta soffocando a causa di un boccone andato di traverso; è stata provata la manovra di Heimlich.
Abbiamo capito che il primo vero atto di coraggio è saper dare l’allarme. Gli istruttori hanno spiegato l’importanza di chiamare subito il 112, fornendo informazioni chiare e precise sulla posizione e sullo stato dell’infortunato.
Questo progetto, parte dell’insegnamento di Educazione Civica, serve a crescere cittadini più consapevoli e responsabili. Sapere come medicare una piccola ferita o come mettere una persona in posizione laterale di sicurezza non da solo più sicurezza, ma permette di aiutare le persone intorno a noi in caso di bisogno.
Il bilancio finale? Un successo totale. I ragazzi sono usciti dalla palestra con la consapevolezza che, in caso di emergenza, non staranno più a guardare.
Partecipare a un corso di primo soccorso non significa solo imparare una tecnica, questi incontri promuovono l’educazione civica, il senso di responsabilità verso il prossimo e la solidarietà.
Saper cosa fare, e soprattutto cosa non fare, trasforma i ragazzi da spettatori passivi a “primi anelli” di una catena del soccorso che può realmente salvare una vita.
Prof Marcella Ciulli
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